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Nuvole e fango. La poesia a fumetti di Danijel Zezelj
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«I suoi disegni sono arrivati a Montepulciano presso gli Editori del Grifo come può arrivare il messaggio in una bottiglia lanciato da un naufrago in pieno mare. Danijel Zezelj è un disegnatore (ex)jugoslavo che ha ventiquattro anni e finora non è riuscito, anche perché nel suo paese il fumetto è praticamente inesistente, a pubblicare nessuna delle storie che ha realizzato. Quello che ci ha colpito di più è la suggestione che trasmette il suo disegno, completato in maniera magistrale dal gioco dei colori.»
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Così scriveva di Danijel Zezelj nel maggio del 1991 «Il Grifo», rimpianta rivista di fumetti che aveva tra i suoi lettori e collaboratori anche Federico Fellini, innamoratosi subito delle immagini di Zezelj, diventandone il più celebre tra i tanti estimatori.
Con Danijel Zezelj il fumetto oltrepassa i propri limiti, quelli imposti dai canoni della tradizione e dalla bidimensionalità della carta stampata, aprendosi al sogno e alla poesia. La sua arte è onirica nell’imagery, nello stile, nella convergenza degli opposti e nell’ambivalenza, meccanismi tipici del sogno. Gli accesi contrasti cromatici e il gioco del bianco e nero dominano nelle storie di Zezelj, nelle quali ha grande rilevanza l’«altra scena»: quella dell’inconscio, del rimosso, del desiderio, del versante arcano e notturno. Storie sospese tra il quotidiano e la visione, tra la favola e la realtà all’eccesso, in cui citazioni fiabesche vengono calate in viscerali realtà metropolitane, nelle quali convivono luce e buio, vita e morte, presenza e assenza.

E’ un mondo che commuove con la sua capacità di riunire spazio e tempo, di dire la vita attraverso l’esplorazione della morte, o saper svelare l’amore attraverso l’esperienza estrema della separazione. Un mondo suggestivo di prospettive indefinite e meravigliose, di contorni sfumati e chiaroscuri che danno vita a immagini vigorose che sono trasfigurazione di un grido, concentrazione, e insieme rarefazione, di sensazioni forti. Pagliacci, pugili, guerrieri, musicisti, saltimbanchi, angeli, diavoli, animali, aviatori, ragazzi con le ali o con la pistola: i personaggi di Zezelj sono simboli di disperazione, malinconia e sbando ma insieme di rivendicazione della propria interiorità, di coraggio e di quella magia che può nascere, improvvisamente, anche ai margini. Come nella storia di «Sun city» (Editori del Grifo, 1994), in cui la disumanità disincantata dei bassifondi della città – le tenebre, l’immondizia, la droga, l’odore di fogna – infine danno forma ad un’immagine di ingenuità e speranza: un vecchio e un bambino che, ispirati dalla fata semolina, disegnano 100 soli per far tornare la luce.

«Sun City – scrive Danijel Zezelj nella prefazione - è dedicato a tutti quelli che sono innamorati; a tutti quelli che hanno il ferro nel fuoco; a tutti quelli che sanno che il tempo non è denaro; a tutti quelli che sputano sangue; a tutti quelli che sanno che la bugia di un uomo può far crollare il mondo e che il sogno di un bambino può far tornare il sole». Ecco la poesia.

Uno stile rivoluzionario e unico nel panorama mondiale, capace di conquistare anche l’America dopo aver affascinato l’Europa partendo dall’Italia, in grado di far convivere il blues della Louisiana e ’O sole mio, le città invisibili di Italo Calvino e i bassifondi delle metropoli, le cicatrici di combattenti disperati e i sorrisi di donne bellissime, killer spietati con teschi tatuati sul corpo e accattoni stralunati e innocenti, con il sole in tasca.

Nota biografica:
Danijel Zezelj nasce nel 1966 a Zagabria, in Corazia, dove inizia a pubblicare fumetto durante gli studi all’Accademia di Belle Arti. Dal 1986 i suoi lavori appaiono su riviste e antologie in exYugoslavia, Croazia, Inghilterra, Svizzera, Francia, Italia e USA. Si trasferisce a Londra nel 1991 e a Montepulciano nel 1992.
Nel 1993 Editori del Grifo pubblica il suo primo libro, «Il ritmo del cuore», con un’introduzione di Federico Fellini. Nel 1995 si trasferisce a Seattle, negli USA, dove lavora per il New York Times Book Review e per DC Comics. Per DC Comics/Vertigo illustra varie storie brevi e due mini serie di 88 pagine. Artista poliedrico, Zezelj esplora le contaminazioni tra fumetti e nuove tecnologie in alcuni progetti multimediali nei quali le sue illustrazioni si uniscono alla musica e nella realizzazione di Cd-Rom. Dal 1997 realizza una serie di performance multimediali in collaborazione con la musicista e compositrice Jessica Lurie (sua compagna) e gli scrittori illustratori Greiner & Kropilak, viste in Italia, stati Uniti e Croazia. Nel 1998 la Mosquito Editions inizia a pubblicare in Francia le sue storie illustrate. Nel febbraio 2001 presenta al Teatro di Zagabria la performance multimediale «Il sorriso di Majakovskij». Sempre nel 2001, in compagnia di Greiner & Kropilac, fonda la casa editrice Peticat. «Il sorriso di Majalovskij» e «Rinzol» sono le prime due pubblicazioni. Attualmente si sta dedicando alla realizzazione di film digitali (combinazione di documentari e di illustrazioni) fatti con Final Cut Pro e poi proiettati accompagnati da musica live e dalla narrazione. Il suo lavoro recente (2001) più conosciuto a livello di massa sono i disegni per lo spot animato della Nike che ha preso forma in «SPQR», una miniserie di tre album («La sporca verità», «L'orgoglio e la gloria», «Così inizia la storia»), che presenta vicende ambientate nella Roma del futuro.

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«Mi affascinano di Zezelj le sue prospettive minacciose e spettrali, il modo in cui riesce ad esprimere attraverso le sue storie e i suoi personaggi il senso della mestizia, di qualcosa di funesto che incombe. Tutto questo viene rappresentato con grande talento e uno stile che riesce a mostrare la sua visione cupa del mondo con originalità e coerenza.»
(Federico Fellini)

«Parlare di Zezelj è come avventurarsi su territori ancora poco conosciuti. I suoi racconti e le sue immagini sono territori dell’anima, sono voli della fantasia, sono angosce e soprattutto sono poesia. Tutto scorre con naturalezza: la violenza fa parte della vita come la morte e l’amore, tutto è in movimento, in evoluzione continua.»
(Stefano Bartolomei)

«Danijel Zezelj è un poeta del fumetto, che scrive versi disegnando. E’ un cantore visionario di questo fine millennio, è uno dei pochi che sappia materializzare quell’aria di apocalisse che respiriamo. I suoi disegni e le sue storie non sono tranquillizzanti e anche quando trasmettono una dolcezza infinita lasciano sempre una scia amarognola incancellabile.»
(Vincenzo Mollica)

Per saperne di più:
http://www.dzezelj.com/
http://www.petikat.com/

 


a cura di: Villa Franceschi - Comune di Riccione
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