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Lavori in corso d’Opera
a Massa Lombarda
Domenica 2 ottobre, nella Sala del Carmine di Massa Lombarda, si è inaugurata la mostra “Lavori in corso d’opera”, un’iniziativa dell’Assessorato alla Cultura, che coraggiosamente ha cercato di “scuotere” la cittadinanza offrendo loro la possibilità di apprezzare un evento d’arte contemporanea sperimentale ma di alto livello. Il coordinatore artistico dell’esposizione è Lamberto Caravita, artista già noto per eventi del genere e che normalmente si esprime con l’insolita tecnica incisoria della pirografia. Caravita ha scelto come spazio espositivo la Chiesa del Carmine con i suoi altari, ricchi di suggestioni simboliche che toccano il magico e il religioso e l’ha offerta ad artisti, invitati da più parti d’Italia, coinvolgendoli in questa operazione. L’idea azzardata è stata quella di utilizzare gli altari, solitamente dimenticati, lasciati in disparte e coperti dai pannelli delle varie mostre locali, sempre invisibili quindi, ma molto belli. Tranne uno, tutti gli altari hanno una particolarità: non sono stati toccati dal restauro. Per questo si abbinano benissimo al tema della mostra, il tempo che scorre e che attacca e intacca la materia. Gli artisti invitati, secondo il progetto iniziale, dovevano essere otto, uno per altare, invece sono diventati 14, perciò gli spazi “contaminati” dall’arte contemporanea, sono aumentati: dagli altari al pulpito, dalla navata centrale al chiostro. Alcuni artisti sono presenti con installazioni, come Anna Boschi, Carmela Corsitto, Pietro Meletti, Elisa Simoni , Paolo Soro e Lamberto Caravita stesso. Altri, insieme alle installazioni, hanno eseguito anche una performance a conclusione “in corso d’opera” dell’installazione stessa.
Entrando nel Carmine nella prima cappella a destra è posizionata l’installazione di Lamberto Caravita “Missing” costituita da trentasei ritratti realizzati attraverso la pirografia che rievocano i volti, i particolari, le piccole smorfie di trentasei scomparsi durante le stragi: un memento struggente, tatuato dal fuoco, delle vittime degli ultimi olocausti.
Nella cappella di sinistra invece l’artista multimediale di Fusignano Pietro Meletti presenta “La nuit eclairée” una video-installazione in box/container con concerto-performance, della durata di un’ora circa, musica da lui composta al computer, le riprese video e il montaggio sono di Moreno Salvigni.
Proseguendo nella seconda cappella a destra, l’artista siciliana Carmela Corsitto ha installato l’opera “La trasformazione sensibile”, installazione costituita da due cubi, uno di grandi dimensioni in plexiglass sull’altare nel quale è custodita una filigrana-ragnatela che dialoga con un cubo ligneo a terra, ricoperto da un’altra sostanza filamentosa. L’opera è severa nella scelta delle forme e nei colori essenziali, ma acquista una forte valenza materica.
In quella di sinistra la lughese Elisa Simoni presenta “Salve, Mater misericordiae”, una delicata sinfonia musiva dedicata a Maria, dove un’installazione dolcemente commovente anima lamiere arrugginite e materiali di recupero, trasfigurati dal mosaico in una tessitura di blu, turchini, di zaffiri, di rossi taglienti.
costituita da sculture a mosaico su supporti metallici arrugginiti prelevati da discarica , sia appesi a parete che disposti sull’altare. Nella terza cappella a destra l’artista ferrarese Bruno Capatti presenta “Meditazione (Giovanni 20,1-10)” installazione-performance di cui parleremo più avanti.
Nella terza cappella di sinistra l’artista sardo Paolo Soro ha installato l’opera “INdivenire” installazione costituita da un drappo bianco che copre l’altare con al centro capovolto un calice “in opera” di rame e ottone, dal quale fuoriescono dei fili rossi tesi fino a terra sulla riproduzione a plotter della planimetria del Carmine.
Nella quarta cappella a destra l’artista fiorentino Alberto Gallingani presenta “Still Life”(“Natura morta”) video-installazione e performance di cui parleremo più avanti. Infine nella quarta cappella di sinistra l’installazione di Melissa Cappelli e Francesca Gobbi “Domino”.
Dall’alto del pulpito i ravennati Giovanni e Renata Strada hanno fatto scendere l’installazione “… ma che musica maestro”, mentre a terra sulla navata centrale l’artista bolognese Anna Boschi ha installato l’opera “Il volo del poeta”, installazione costituita da 100 dipinti su tavola di cm.40x40 con interventi pittorici e di poesia visiva disposti a terra in piedi a formare un grande rombo; quelli nella zona centrale sono rialzati e posizionati in forma di croce sempre inseriti in un rombo.
Domenica 2 ottobre , giorno inaugurale, Melissa Cappelli e Francesca Gobbi hanno dato il via con la performance “Domino”partita dall’interno della chiesa spostandosi all’esterno, nel giardino, dove al centro del chiostro, era montata la loro installazione, una sorta di bianca cattedrale formata da una montagna di sedie, accatastate. Qui gli spettatori hanno assistito al lavoro dell’artista, che nei panni di una improbabile Alice nel paese delle meraviglie, toglieva ad una ad una le sedie e le metterva in fila verso l’ingresso della chiesa, proprio come le pedine del gioco del Domino.
Intanto all’interno della sala il fiorentino Alberto Gallingani presentava la sua video-installazione dal titolo Still life, nel video il protagonista è un visionario che incontra sul suo cammino vari frutti, l’oggetto delle sue visioni. Completava l’installazione una tela bianca appesa sull’altare con dipinta una natura mostra con frutta, molto sbiadita, e sotto l’altare una testa di cartapesta dipinta di bianco dentro un cesto. Anche l’installazione di Alberto Gallingani è stata conclusa da una performance, che ha richiesto la collaborazione di sei persone. Gli anonimi volontari, seduti tra il pubblico, impersonavano dei testimoni che avevano assistito alle visioni del protagonista. Improvvisamente declamavano frasi apparentemente senza senso ma collegate tra loro, poi alzandosi dalla loro poltrona uno dopo l’altro, si recavano all’altare dov’è situata l’installazione, creando un effetto di spiazzamento tra il pubblico “vero”.
Successivamente, mentre Melissa Cappelli continuava a sistemare le sedie dentro la chiesa, si svolgeva l’intensa performance di Bruno Capatti “Meditazione (Giovanni 20, 1-10)”. Alla base dell’altare un letto vuoto, tutto bianco, con lenzuola anch’esse bianche. La performance inizia con la lettura di versetti dal Vangelo di San Giovanni sull’arrivo al sepolcro di Cristo dei discepoli che lo scoprono vuoto. Al termine della lettura l’artista avvolto in un sudario bianco entra in scena e coricandosi si mette a dormire; dopo, al suono di un brano di Bach, l’artista comincia ad assumere pose che ricordano il Cristo morto di Mantenga ed altri tratti da opere d’arte del passato. Il suono di una sveglia lo riporta alla realtà, Capatti esce dal letto, poi si alza e abbandona la scena.
A conclusione della prima domenica di azioni performative, la riuscita performance dei ravennati Giovanni e Renata StraDADA. Il materiale su cui lavorano è la carta, usando fogli di carta da musica, incollati tra loro, sui quali vanno a dipingere. Lo spazio prescelto per la loro installazione è il pulpito, da cui hanno fatto calare un enorme foglio di carta fin quasi a terra. A lato sono poste delle sagome senza testa con accanto ovali che ricordano volti umani, queste sagome sono state utilizzate poi nella performance con il coinvolgimento di persone scelte tra il pubblico. Poi Giovanni, vestito da “marinaretto” con berretto bianco e maglietta a righe bianche e nere, si è improvvisato direttore di coro. Le uniche “parole” dei coristi erano le cinque vocali. Dopo una breve fase di riscaldamento, il coro è stato portato da Giovanni fino al massimo della sua potenza, finché, come in un disneyano cartoon, le onde sonore lo hanno letteralmente colpito e steso a terra. Al termine della performance Renata, la sua partner, ha concluso ringraziando i volontari con la frase: -di “ma che musica maestro” siete stati voi i protagonisti.
Domenica 16 ottobre la seconda giornata di performance, vedrà gli stessi artisti presentare nuove azioni, e la conclusione di quella di Cappelli/Gobbi, a queste si aggiungeranno le performance di Anna Boschi Net Group “Riflessione”e di SilviaGolfera/Avivit Hagby/Pietro Meletti “Primultimo incontro”versi poetici videoproiezione di immagini con suoni digitali.
In questa data sarà presentato il catalogo del progetto-mostra, con testo critico a cura di Sabina Ghinassi. La mostra è aperta nelle giornate di venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.

info: lambicaravita@yahoo.it

a cura di: Villa Franceschi - Comune di Riccione
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